Voucher Cybersecurity 2026: contributi a fondo perduto del 50% fino a 20.000 euro per cloud, backup, firewall e sicurezza IT
C’è una novità che molte imprese stanno ancora sottovalutando.
Mentre ransomware, phishing, furti di dati, blocchi operativi e compromissioni informatiche stanno diventando un rischio concreto anche per piccole imprese artigiane, aziende manifatturiere, agroalimentari, strutture turistiche, attività commerciali e studi professionali…
sta per arrivare un nuovo contributo pubblico che può dimezzare il costo degli investimenti in cloud computing e cybersecurity.
Parliamo del nuovo Voucher Cloud & Cybersecurity MIMIT, pensato per sostenere PMI e professionisti che vogliono modernizzare e mettere in sicurezza la propria infrastruttura digitale
In pratica?
Se la tua azienda deve investire in:
- firewall aziendali
- firewall NGFW (Next Generation Firewall)
- sistemi di protezione accessi remoti
- backup cloud
- disaster recovery
- antivirus evoluti
- sistemi anti-ransomware
- VPN sicure
- sistemi SIEM
- monitoraggio sicurezza
- endpoint protection
- virtual machine cloud
- storage cloud
- CRM cloud
- ERP cloud
- centralini virtuali
- piattaforme collaborative
- software produttività cloud
- cybersecurity gestita
potresti ottenere un contributo a fondo perduto pari al 50% delle spese ammissibili, fino a un massimo di 20.000 euro.
Ma attenzione.
Non sarà il classico bando da affrontare all’ultimo minuto.
La procedura sarà a sportello, in ordine cronologico, fino a esaurimento fondi.
Tradotto:
chi arriva preparato parte in vantaggio.
Chi può richiedere il voucher?
Possono accedere:
PMI con sede operativa in Italia
professionisti e lavoratori autonomi titolari di partita IVA
Requisiti principali
Per accedere al contributo, in linea generale, occorre:
- disporre di una connessione Internet pari almeno a 30 Mbps in download
- realizzare un investimento nuovo oppure significativamente migliorativo
- acquistare beni e servizi esclusivamente da fornitori presenti nell’elenco ufficiale MIMIT dei soggetti abilitati
Punto fondamentale:
non sono ammessi semplici rinnovi o sostituzioni equivalenti di strumenti già presenti senza reale upgrade tecnologico.
Esempio:
Se oggi hai un antivirus base e vuoi semplicemente rinnovarlo senza introdurre funzionalità superiori, quella spesa rischia fortemente di non essere ammessa.

Quanto spetta?
L’agevolazione prevista consiste in:
contributo a fondo perduto pari al 50% delle spese ammissibili
con:
- massimale contributo: 20.000 euro
- spesa minima indicativa: circa 4.000 euro
- regime de minimis
Il contributo potrà essere erogato:
- in due quote, una intermedia e una finale
oppure - in un’unica quota finale
Quali spese sono ammissibili?
1) Hardware cybersecurity
Sono ammissibili soluzioni dedicate alla protezione dell’infrastruttura digitale aziendale, come:
- firewall
- firewall NGFW (Next Generation Firewall)
- router evoluti
- switch gestiti
- sistemi IPS (Intrusion Prevention System)
Particolarmente coerenti per aziende con:
- accessi remoti
- commerciali itineranti
- tecnici sul territorio
- multi-sede
- connessioni esterne
- reti guest / reti operative separate
2) Software cybersecurity
Rientrano:
- antivirus avanzati
- anti-malware
- anti-ransomware
- EDR / XDR
- software monitoraggio reti
- SIEM
- vulnerability management
- sistemi crittografia
- email security
3) Cloud infrastrutturale (IaaS / PaaS)
Sono ammissibili:
- virtual machine cloud
- cloud backup
- disaster recovery
- storage cloud
- database cloud
- VPN cloud
- network security cloud
- DDoS protection
4) Cloud SaaS aziendale
Finanziabili anche:
- ERP cloud
- CRM cloud
- software HR
- workflow management
- software produttività cloud
- CMS
- e-commerce
- centralini virtuali
- collaboration suite
5) Servizi professionali accessori
Ammissibili:
- configurazione
- deployment
- installazione
- setup
- monitoraggio
- supporto continuativo
- servizi specialistici IT
ATTENZIONE:
queste spese non possono superare il 30% del piano complessivo di investimento.
Devono inoltre essere strettamente funzionali alle tecnologie acquistate.
6) Formazione cybersecurity
Possono essere rilevanti:
- formazione utenti
- simulazioni phishing
- awareness cyber
- sensibilizzazione sicurezza

Spese NON ammissibili: errori che possono farti perdere tempo
Questa è probabilmente la sezione più importante.
Molte imprese leggono “cybersecurity” e pensano:
“Ottimo, allora ci metto dentro tutti gli acquisti IT che avevo in mente.”
Non funziona così.
Ecco cosa normalmente NON rientra.
1) Hardware fisico non integrato in cloud
Escluso l’acquisto di hardware tradizionale locale (server, desktop, notebook, workstation, NAS on-premise).
In sintesi: Il semplice acquisto di un server per l’ufficio non costituisce un investimento cloud agevolabile.
2) Spese ordinarie e costi gestionali
Esclusi i costi operativi normali (connessione internet, canoni telefonici, elettricità, manutenzione e assistenza IT ordinaria, gestione corrente).
In sintesi: Il voucher finanzia la transizione digitale e la sicurezza, non le normali spese di funzionamento aziendale.
3) Consulenze legali o non IT-specialistiche
Escluse le attività puramente amministrative o giuridiche (consulenza legale, privacy solo documentale, contrattualistica, pareri normativi).
In sintesi: L’aggiornamento documentale del GDPR senza una reale componente tecnologica cyber non è finanziabile.
4) Spese già sostenute prima della domanda
Vige il divieto di retroattività: non è possibile richiedere il contributo per acquisti, pagamenti o ordini già effettuati e fatturati prima della presentazione della domanda.
In sintesi: Il contributo si applica solo a spese successive alla richiesta.
5) IVA recuperabile, tasse e oneri finanziari
Esclusi tutti i costi non direttamente legati all’investimento netto (IVA detraibile, imposte, tasse, interessi, spese bancarie e oneri finanziari).
In sintesi: Il contributo calcola l’agevolazione esclusivamente sul costo netto ammissibile.
6) Software generici non cyber o cloud
Esclusi i programmi informatici privi di un legame diretto con gli obiettivi del bando (software generici scollegati dal progetto, utility semplici, strumenti non orientati a sicurezza o cloud).
In sintesi: Non basta che un software sia “digitale”, deve essere strettamente coerente con il piano cyber o cloud.
7) Prodotti equivalenti a quelli già in uso
Esclusi i rinnovi o le sostituzioni “alla pari” di soluzioni già attive in azienda (backup, antivirus, firewall, monitoring).
In sintesi: Per essere ammissibile, il progetto deve portare un’innovazione o un miglioramento sostanziale, non una semplice continuità operativa.
Esempio pratico 1: azienda artigiana che produce mobili per ufficio
Una PMI che produce arredamento per ufficio gestisce:
- progettazione CAD/CAM
- file tecnici
- ordini
- agenti commerciali
- preventivi
- documentazione clienti
Un ransomware potrebbe bloccare:
- progettazione
- produzione
- preventivazione
- consegne
- fatturazione
Investimento coerente:
- firewall NGFW
- VPN agenti
- EDR avanzato
- backup cloud
- disaster recovery
- SIEM
- MFA
- virtual machine cloud
Restare fermi 4 giorni può costare più del contributo.
Esempio pratico 2: azienda agroalimentare
Una PMI agroalimentare gestisce:
- ordini GDO
- tracciabilità lotti
- HACCP
- accessi remoti manutentori
- sistemi gestionali
Un incidente cyber può compromettere:
- continuità produttiva
- consegne
- conformità
- reputazione
Progetto coerente:
- firewall industriale
- segmentazione rete
- backup cloud
- disaster recovery
- monitoring
- vulnerability management
- MFA
Esempio pratico 3: turismo / hotel
Una struttura ricettiva gestisce:
- prenotazioni
- pagamenti
- CRM ospiti
- check-in
- Wi-Fi ospiti
Un blocco cyber in alta stagione può paralizzare l’operatività.
Progetto coerente:
- firewall NGFW
- email security
- CRM cloud
- backup prenotazioni
- MFA
- centralino cloud
- monitoring

Timeline operativa
Seconda metà 2026
È attesa l’apertura dello sportello.
Procedura prevista:
a sportello, fino a esaurimento fondi.
Traduzione:
chi arriva pronto avrà un vantaggio concreto.
Entro 12–24 mesi
Realizzazione investimenti ed erogazione contributo.
FAQ: DOMANDE FREQUENTI
Possiamo rinnovare servizi già esistenti?
Non come semplice rinnovo equivalente.
Serve reale miglioramento.
Possiamo comprare da chi vogliamo?
No.
Solo fornitori accreditati MIMIT.
Conta la velocità?
Sì.
Molto.
Conclusione
Questo non è un bando da affrontare quando apre.
È un bando da preparare prima.
Perché se aspetti il giorno di apertura per iniziare a pensarci…
probabilmente i fondi li prenderanno altri.
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