Fondo Deindustrializzazione o Bando crateri del Sisma ? Guida alla scelta dell’incentivo più conveniente per le imprese delle Marche e del Lazio
Negli ultimi mesi molte imprese marchigiane che stanno programmando nuovi investimenti ci stanno ponendo la stessa domanda:
“Quale bando conviene scegliere?”
La domanda è tutt’altro che banale.
Oggi, infatti, numerose imprese localizzate nei territori del Piceno possono trovarsi nella condizione di poter partecipare a due importanti agevolazioni pubbliche:
- il Fondo di Contrasto alla Deindustrializzazione Marche e Lazio;
- il Bando Marche “Crescita e Rientro di Micro, Piccole e Medie Imprese nei territori del Sisma 2016”.
Entrambi finanziano investimenti produttivi, ma perseguono obiettivi differenti e, soprattutto, utilizzano criteri di selezione completamente diversi.
Per questo motivo la scelta non dovrebbe basarsi esclusivamente sulla percentuale di contributo, ma sulla strategia che offre alla propria impresa le maggiori probabilità di ottenere il finanziamento.
2 bandi che finanziano investimenti simili, ma con logiche completamente diverse
Il Fondo di Contrasto alla Deindustrializzazione nasce per rilanciare il sistema manifatturiero dei territori che negli ultimi anni hanno subito un progressivo impoverimento industriale.
L’obiettivo della misura è favorire nuovi investimenti produttivi, l’ammodernamento degli stabilimenti esistenti e l’apertura di nuove unità produttive nei territori interessati.
La misura dispone di una dotazione finanziaria complessiva di 120 milioni di euro, di cui:
- 100 milioni di euro destinati ai territori del Consorzio Industriale del Lazio;
- 20 milioni di euro destinati ai comuni appartenenti al Piceno Consind nelle Marche.
Il Bando Marche “Crescita e Rientro di Micro, Piccole e Medie Imprese nei territori del Sisma 2016”, invece, è finalizzato a sostenere la ripresa economica delle aree colpite dagli eventi sismici del 2016, incentivando nuovi investimenti e il rafforzamento competitivo delle imprese operanti nei comuni del cratere.
Sebbene gli investimenti finanziabili siano in molti casi simili, la modalità con cui vengono selezionate le imprese beneficiarie cambia radicalmente.
La differenza che può determinare il successo della domanda
Il Fondo di Contrasto alla Deindustrializzazione utilizza una procedura a sportello.
Le domande vengono esaminate secondo l’ordine cronologico di presentazione e finanziate fino ad esaurimento delle risorse disponibili, purché risultino ammissibili.
Il Bando Sisma 2016, invece, prevede una graduatoria di merito.
Ogni progetto viene valutato sulla base dei criteri previsti dal bando e riceve un punteggio. Solo le imprese con i punteggi più elevati accedono al contributo.
Questa differenza cambia completamente la strategia.
| Fondo Contrasto alla Deindustrializzazione | Bando Sisma 2016 | |
|---|---|---|
| Sistema di selezione | Procedura a sportello | Graduatoria |
| Criterio principale | Ordine cronologico | Punteggio del progetto |
| Strategia vincente | Arrivare pronti all’apertura dello sportello | Costruire un progetto con il punteggio più elevato |
| Elemento decisivo | Tempistiche | Qualità progettuale |
In altre parole, nel Fondo Deindustrializzazione è fondamentale preparare tutta la documentazione prima dell’apertura dello sportello.
Nel Bando Sisma, invece, può essere più conveniente dedicare tempo alla progettazione per aumentare il punteggio e migliorare la posizione in graduatoria.
Perché molte imprese possono partecipare ad entrambi
Uno degli aspetti più interessanti riguarda la sovrapposizione territoriale tra i due incentivi.
Molti comuni appartenenti al Piceno Consind coincidono infatti con i territori del cratere sismico 2016.
Ciò significa che una stessa impresa potrebbe possedere i requisiti per entrambe le agevolazioni.
Naturalmente dovranno essere rispettate tutte le condizioni previste dai singoli bandi e dalla normativa europea sugli aiuti di Stato, ma questa sovrapposizione rappresenta un’importante opportunità.
Prima di scegliere quale domanda presentare è quindi opportuno confrontare attentamente entrambe le misure.
Confronto sintetico tra i due bandi
| Fondo Contrasto alla Deindustrializzazione | Bando Crescita Imprese Sisma 2016 | |
|---|---|---|
| Beneficiari | Imprese manifatturiere (ATECO C) di qualsiasi dimensione | Micro, Piccole e Medie Imprese operanti nei settori ammessi dal bando |
| Territori | Comuni del Piceno Consind e Consorzi Industriali del Lazio | Comuni del cratere sismico 2016 della Regione Marche |
| Contributo | Fino al 100% delle spese ammissibili con massimo 300.000 euro in regime “de minimis” | Contributo a fondo perduto fino al 70% dell’investimento, con i limiti previsti dall’avviso |
| Procedura | Sportello cronologico | Graduatoria per punteggio |
| Apertura | 31 agosto 2026 ore 12:00 | Sportello già aperto |
| Scadenza | 30 ottobre 2026 ore 12:00 | 20 luglio 2026 (salvo proroghe) |
Chi può partecipare
Fondo Contrasto alla Deindustrializzazione
Possono presentare domanda:
- micro imprese;
- piccole imprese;
- medie imprese;
- grandi imprese;
purché esercitino attività manifatturiere (ATECO Sezione C) e abbiano o intendano realizzare una nuova unità produttiva nei territori agevolati.


Bando Sisma 2016
Possono partecipare le Micro, Piccole e Medie Imprese operanti nei settori previsti dall’avviso, tra cui:
- manifatturiero;
- commercio;
- turismo;
- ricettività;
- ristorazione;
- servizi;
- attività artigianali;
- altre attività economiche ammesse dal bando.
Questa differenza è importante.
Una carpenteria metallica o una falegnameria possono, in molti casi, partecipare ad entrambe le misure.
Un albergo o un ristorante, invece, potranno generalmente accedere al Bando Sisma ma non al Fondo Deindustrializzazione, riservato alle attività manifatturiere.

Quali investimenti possono essere finanziati
Entrambi gli incentivi sostengono investimenti finalizzati alla crescita dell’impresa.
Tra le principali spese ammissibili rientrano:
- costruzione o ristrutturazione di immobili produttivi;
- acquisto di macchinari nuovi;
- impianti produttivi;
- robot e automazione;
- software gestionali;
- brevetti;
- licenze;
- tecnologie digitali;
- efficientamento energetico;
- ampliamento della capacità produttiva.
Il Fondo Deindustrializzazione è fortemente orientato agli investimenti industriali, mentre il Bando Sisma presenta un’impostazione più ampia e finanzia anche interventi destinati ad attività commerciali, turistiche e di servizi.

Quale bando conviene scegliere?
Non esiste una risposta valida per tutte le imprese.
In alcuni casi il Fondo Deindustrializzazione rappresenta la scelta migliore grazie all’elevata intensità del contributo e alla procedura cronologica.
In altri casi il Bando Sisma offre maggiori probabilità di successo grazie ad un progetto in grado di ottenere un punteggio elevato.
Esiste poi una terza possibilità, spesso trascurata.
Molte imprese possiedono i requisiti per partecipare ad entrambi i bandi.
In questi casi è possibile costruire una strategia che consenta di presentare entrambe le domande, nel rispetto delle regole previste dai due avvisi e della disciplina sul cumulo degli aiuti, aumentando così le probabilità di ottenere almeno uno dei due contributi.
Scopri quale bando è più adatto alla tua impresa
Prima di predisporre una domanda è fondamentale verificare quale misura offra le maggiori probabilità di successo.
Per questo motivo abbiamo predisposto un test gratuito di pre-valutazione.
In pochi minuti potrai scoprire:
- se la tua impresa possiede i requisiti per il Fondo di Contrasto alla Deindustrializzazione;
- se può accedere al Bando Marche “Crescita e Rientro delle Imprese nei territori del Sisma 2016”;
- se possiede i requisiti per partecipare ad entrambi i bandi;
- quale delle due procedure risulta più adatta al tuo progetto di investimento;
- quali eventuali criticità è opportuno risolvere prima della presentazione della domanda.
Quali investimenti finanzia il Fondo di Contrasto alla Deindustrializzazione
Il Fondo di Contrasto alla Deindustrializzazione sostiene programmi di investimento destinati a rafforzare la competitività delle imprese manifatturiere, favorendo l’ammodernamento degli stabilimenti esistenti, la realizzazione di nuovi insediamenti produttivi e la transizione verso modelli industriali più innovativi e sostenibili.
L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto fino al 100% delle spese ammissibili, con un importo massimo di 300.000 euro per impresa, concesso nel rispetto del Regolamento (UE) n. 2023/2831 “de minimis”. Il contributo può essere cumulato con altri aiuti pubblici, purché il cumulo non superi il costo complessivo dell’investimento ammissibile.
Principali investimenti finanziabili
Sono ammissibili i programmi di investimento realizzati tra l’8 maggio 2024 e il 31 dicembre 2028, riconducibili ad almeno uno dei seguenti interventi:
🏭 Riqualificazione e ampliamento degli immobili produttivi
- costruzione di nuovi capannoni industriali;
- ampliamento di stabilimenti esistenti;
- ristrutturazione di immobili destinati alla produzione;
- realizzazione di opere murarie e impiantistiche funzionali all’attività produttiva;
- adeguamento tecnologico degli impianti industriali.
Non è invece ammesso l’acquisto di un immobile già esistente.
⚙️ Macchinari, impianti e innovazione industriale
Il Fondo finanzia l’acquisto di:
- macchinari nuovi di fabbrica;
- linee produttive complete;
- impianti industriali;
- robot industriali;
- sistemi di automazione;
- attrezzature produttive;
- arredi tecnici destinati ai reparti produttivi;
- impianti di movimentazione e logistica interna.
Sono comprese anche le spese di installazione e messa in funzione.
💻 Software, brevetti e investimenti immateriali
Sono inoltre agevolabili:
- software gestionali;
- software di produzione;
- sistemi MES;
- sistemi ERP;
- licenze software;
- brevetti;
- diritti di proprietà industriale;
- tecnologie digitali direttamente collegate al processo produttivo.
🌱 Investimenti per la sostenibilità
Il Fondo incentiva anche investimenti destinati a:
- ridurre i consumi energetici;
- diminuire l’impatto ambientale;
- riconvertire processi produttivi altamente inquinanti;
- migliorare l’efficienza produttiva attraverso tecnologie più sostenibili.
🏗️ Apertura di nuove unità produttive
Possono essere finanziati anche investimenti destinati ad aprire una nuova sede produttiva nei comuni agevolabili, favorendo nuovi insediamenti industriali.
Spese escluse
Non possono essere finanziati:
- consulenze professionali;
- leasing e locazioni finanziarie;
- acquisto di terreni;
- acquisto di immobili già esistenti;
- macchinari usati;
- formazione del personale;
- trasporti;
- materie prime;
- scorte di magazzino;
- costi di gestione ordinaria;
- IVA recuperabile.
Quando presentare la domanda
Le domande potranno essere presentate esclusivamente sul portale Invitalia:
Apertura: 31 agosto 2026 ore 12:00
Chiusura: 30 ottobre 2026 ore 12:00
Quali investimenti finanzia il Bando Marche “Crescita e Rientro delle Imprese – Sisma 2016”
Il Bando Sisma 2016 sostiene programmi di investimento destinati allo sviluppo e al rafforzamento competitivo delle Micro, Piccole e Medie Imprese localizzate nei comuni del cratere sismico.
A differenza del Fondo Deindustrializzazione, il bando è aperto ad una platea molto più ampia di attività economiche e non è riservato esclusivamente alle imprese manifatturiere.
L’intensità del contributo può arrivare fino al 70% dell’investimento ammissibile, secondo le condizioni previste dall’avviso.
Principali investimenti finanziabili
Sono finanziabili programmi di investimento finalizzati alla crescita dell’impresa, tra cui:
🏢 Locali e opere murarie (fino al 50%)
- acquisto di immobili destinati all’attività;
- ristrutturazione di locali aziendali;
- manutenzioni straordinarie;
- adeguamenti funzionali;
- ampliamenti.
⚙️ Macchinari e beni strumentali
Sono ammissibili:
- macchinari nuovi;
- impianti produttivi;
- attrezzature;
- arredi aziendali;
- hardware;
- mezzi di trasporto strettamente funzionali all’attività esercitata.
💻 Innovazione digitale e sviluppo web (fino al 30%)
Il bando finanzia anche investimenti destinati alla trasformazione digitale dell’impresa, tra cui:
- software gestionali;
- sviluppo di applicazioni;
- piattaforme e-commerce;
- siti internet aziendali;
- brevetti;
- licenze;
- marchi;
- tecnologie digitali;
- strumenti di marketing digitale.
👨🏻💼 Consulenze specialistiche (fino al 20%)
Sono finanziabili servizi professionali destinati a:
- innovazione aziendale;
- digitalizzazione;
- sostenibilità ambientale;
- efficientamento organizzativo;
- sviluppo del progetto.
È inoltre previsto un vincolo importante:
La somma delle spese per tecnologie digitali e consulenze deve rappresentare almeno il 15% dell’investimento complessivo.
Spese non ammissibili
Non possono essere finanziate:
- spese sostenute prima della presentazione della domanda;
- beni usati;
- leasing;
- avviamento;
- interessi passivi;
- ammortamenti;
- IVA recuperabile;
- tasse e imposte;
- pagamenti in contanti;
- acquisti effettuati da soci, parenti o società appartenenti allo stesso gruppo.
A colpo d’occhio: quale bando finanzia più spese?
| Tipologia di investimento | Fondo Deindustrializzazione | Bando Sisma |
|---|---|---|
| Costruzione nuovo capannone | ✅ | ✅ |
| Acquisto immobile | ❌ | ✅ |
| Ristrutturazione | ✅ | ✅ |
| Macchinari | ✅ | ✅ |
| Robot e automazione | ✅ | ✅ |
| Software | ✅ | ✅ |
| Brevetti | ✅ | ✅ |
| E-commerce | Solo se funzionale alla produzione | ✅ |
| Consulenze | ❌ | ✅ |
| Marketing digitale | ❌ | ✅ |
| Mezzi aziendali | Generalmente no | ✅ se previsti dal bando |
| Imprese commerciali | ❌ | ✅ |
| Alberghi e ristoranti | ❌ | ✅ |
| Imprese manifatturiere | ✅ | ✅ |
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