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Emergenza CoronaVirus: piu’ Smart Working, il Governo spinge per il lavoro da casa

Lavoro da casa per l’Emergenza CoronaVirus : Il Governo spinge per lo Smart Working

 

Piu’ Smart Working per i lavoratori, le imprese sono avvisate:

Tra le nuove regole previste dal DPCM del 18 ottobre 2020 del Governo Conte vi è un significativo rafforzamento dello Smart Working, come mezzo per tentare di limitare i contagi.

Il lavoro da remoto ha cambiato le nostre vite, le nostre abitudini e anche gli spazi all’interno delle nostre case dove siamo costretti a ricavare e attrezzare anche un angolo ufficio (e postazioni di «scuola a distanza» per i bambini).

In merito al lavoro agile la quota consigliata dal Comitato Scientifico è del 70%, ma si è discusso di alzare la quota fino al 75%.

Vediamo in sintesi tutte le nuove regole previste dal DPCM e dal decreto del Ministro della Pubblica Amministrazione.

 

Le nuove regole

Pubblica Amministrazione

Nell’ambito della Pubblica Amministrazione le riunioni potranno svolgersi solamente con modalità a distanza (salvo motivate ragioni); è fortemente raccomandato che anche le riunioni private siano svolte in tale modalità.

La Pubblica Amministrazione ha per il momento prorogato fino al 31 dicembre il lavoro agile per il 50% dei dipendenti.

Gli enti assicurano in ogni caso le percentuali più elevate possibili di lavoro agile, compatibili con le loro potenzialità organizzative e con la qualità del servizio erogato.

Lo smart working si svolge di norma senza vincoli di orario e luogo di lavoro, ma può essere organizzato per specifiche fasce di contattabilità, senza maggiori carichi di lavoro.

In ogni caso, al lavoratore sono garantiti i tempi di riposo e la disconnessione dalle strumentazioni tecnologiche di lavoro.

I dipendenti in modalità agile non devono subire penalizzazioni professionali e di carriera.

Il lavoratore agile alterna giornate lavorate in presenza a giornate lavorate da remoto, con una equilibrata flessibilità e comunque alla luce delle prescrizioni sanitarie vigenti e di quanto stabilito dai protocolli di sicurezza.

Le Amministrazioni si adoperano per mettere a disposizione i dispositivi informatici e digitali ritenuti necessari, rimane consentito l’utilizzo di strumentazione di proprietà del dipendente.

Dipendenti Privati e Professionisti

Per dipendenti privati e professionisti è fortemente raccomandato limitare gli spostamenti per finalità lavorative e incrementare la quota di smart working. 

Con la proroga dello stato di emergenza fino al 31 gennaio 2021 è stata estesa la possibilità dello smart working “semplificato”.

Da febbraio, invece, finirà la possibilità delle aziende di collocare i lavoratori in smart working in modo unilaterale e senza gli accordi individuali previsti dalla legge 81/2017.

Le nuove attivazioni nel settore privato dovranno seguire le regole ordinarie, cioè prevedere un accordo firmato dai singoli lavoratori.

Lavoratori con Handicap e che assistono persone con disabilità

Si possono stipulare accordi aziendali o territoriali che vadano a regolare il ricorso allo smart working.

E’ attribuita priorità ai lavoratori con handicap o che assistano familiari in tali condizioni.

Opportunità per i lavoratori genitori

I genitori lavoratori dipendenti di figli sotto i 14 anni messi in quarantena dall’Asl dopo un contagio avvenuto a scuola, possono ricorrere allo smart working o ad un congedo indennizzato (50% della retribuzione).

Il congedo può essere usufruito da uno solo dei genitori conviventi con il figlio, oppure da entrambi (ma in tal caso alternativamente).

Nel caso di chiusura delle scuole o di didattica a distanza, il decreto non garantisce ai genitori la possibilità di svolgere il proprio lavoro da casa o di scegliere il congedo retribuito per non lasciare i figli a casa.

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Ti aspetto per i prossimi aggiornamenti,

Fabio Centurioni

Dottore in Economia e Amm. delle Imprese

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