I 3 ERRORI DA EVITARE PER OTTENERE UN FINANZIAMENTO A FONDO PERDUTO

Ecco i 3 passi da compiere per assicurarvi l’insuccesso, evitare accuratamente di ottenere contributi ed agevolazioni pubbliche e la chiusura anticipata dell’attività.

 

Hai letto proprio bene, in questo articolo troverai un caso da manuale: l’elenco degli errori più comuni che alcuni compiono prima di avviare nuova impresa.

Voglio condividere con te ciò che mi è successo pochi giorni fa con un nuovo imprenditore che mi chiedeva consigli su come ottenere incentivi per start-up perché credo sia una storia molto istruttiva.

Ho avuto una conversazione telefonica con una persona particolarmente insistente nel perseguire una strada, che al 99% porterà al  fallimento.

Il progetto è l’apertura di una nuova impresa nel settore GASTRONOMIA ARTIGIANALE e PIZZERIA DA ASPORTO.

I soci sono due giovani ragazzi di 27 anni lui, e la sua ragazza di 26, la società è di nuova costituzione.

Il finanziamento agevolato per nuove imprese a cui possono aspirare è così suddiviso:

–       Un contributo a fondo perduto del 50% (da non restituire),

–       ed un finanziamento agevolato  a tasso zero per la restante quota del 50%.

L’investimento consiste nell’acquisto di: arredi, attrezzature e ristrutturazioni edili per un importo di circa 80.000 euro.

 

La domanda di Mario, il socio, era: quali passi devo fare per ottenere questo contributo?

La mia risposta sintetica è stata questa:

1)   Dimostrare che uno dei soci abbia avuto un minimo di esperienza lavorativa nel settore,

2)   Oppure abbia frequentato corsi di formazione  per la preparazione di pizza o produzione di alimenti cotti (gastronomia artigiana),

3)   predisporre il business plan (con il mio aiuto)  con la stima del fatturato e dei costi in modo da prevedere un utile che copra la retribuzione di 2 soci lavoratori,

4)   Calcolare ed ottimizziamo in modo preciso il contributo (con la mia consulenza) che sarà ottenuto in modo da impiegarlo per saldare i fornitori di attrezzature ed arredi prima di avviare l’attività.

5)   Per questo motivo consiglio sempre di inviare il progetto alla commissione valutatrice alcuni mesi prima di aprire in modo tale di attendere l’accredito del contributo sul conto corrente bancario della società, per pagare i fornitori.  In questo modo si minimizza o quasi si azzera l’indebitamento bancario.

 

Le risposte ed osservazioni del socio Mario sono state queste:

1)   Non abbiamo bisogno di fare esperienza né corsi di formazione per fare buone pizze o per preparare gli alimenti, perché sebbene siamo giovani, io personalmente mi sono sempre dilettato sui fornelli di casa e quindi so preparare pizze, gratinati, piatti pronti, ecc… Non è poi così sofisticato saper cucinare. Non ci sono tanti segreti da capire per la cucina e sono sicuro che appena inizierò l’attività i miei piatti saranno apprezzati dalla maggior parte delle persone. Dopotutto ho già testato le mie pietanze con i miei genitori, parenti e vicini, e mi hanno detto tutti che cucino bene.

2)   Non possiamo aspettare troppi mesi che arrivino i soldi del contributo, abbiamo bisogno di aprire entro 30 giorni o al massimo entro 60 giorni, abbiamo già trovato il locale, poi non vorrei rischiare che me lo “soffino” i concorrenti. Per questo siamo disposti a prendere prima un mutuo in banca con la garanzia dei nostri genitori e poi quando arriveranno i soldi del contributo eventualmente li utilizzeremo per chiudere in parte il debito in banca. Adesso dobbiamo agire velocemente.

 

Ti chiedo: “Secondo te, la commissione finanzierebbe il progetto ai due ragazzi?”

Inoltre: “la strategia finanziaria e di indebitamento che hanno adottato, è la più sensata?”

 

Primo errore:

La probabilità che venga concesso il finanziamento ad una società composta da soci totalmente privi di esperienze del settore si abbassa.

“La commissione si chiede: “Quanto potrà durare una società in cui nessuno dei due soci lavoratori ha svolto mai una seppur minima esperienza di cuoco o pizzaiolo?”. “Le uniche persone che hanno provato la loro abilità di cuochi sono stati solo gli amici stretti e parenti?”

Il rimedio:

Per fronteggiare la mancanza di esperienza c’è un sistema, quello di frequentare dei corsi di formazione professionalizzanti. In questo modo ti vengono conferite quelle competenze che non hai maturato con l’esperienza. Non tutti infatti hanno la fortuna di essere stati assunti in un ristorante ed aver appreso i segreti della cucina.
Se sei determinato potrai perseguire il sogno di aprire una pizzeria frequentando i corsi di formazione.

Le probabilità di finanziabilità aumentano notevolmente allegando l’attestato del corso alla richiesta di agevolazione regionale.

 

Secondo errore:

Richiedere un prestito con un mutuo bancario da restituire con gli interessi senza attendere la risposta positiva del contributo a fondo perduto dell’ente pubblico  ha diverse conseguenze:

a)    Innanzitutto non è detto che la Banca sia disposta a credere nel progetto ed erogare il mutuo;

b)   inoltre per aumentare le probabilità di ottenere il prestito bancario i ragazzi sono costretti a chiedere le firme di garanzia ai genitori, esponendoli ad un’eventuale ipoteca sulla casa; (ma a rischiare non dovrebbero essere gli imprenditori?)

c)    I due ragazzi richiedono un prestito bancario per coprire il 100% dell’intero investimento.
E’ davvero una buona idea indebitarsi al 100% senza ricorrere ai propri risparmi personali?
A volte è sufficiente anche un piccolo risparmio o un prestito ricevuto da un parente per ridurre di molto le rate mensili e gli interessi bancari! Se non hai tempo per aspettare il finanziamento pubblico è meglio cercare di ridurre la quota da restituire alla banca perchè gli interessi composti (anno su anno) moltiplicano l’indebitamento.

 

Terzo errore:

Farsi prendere dalla fretta di aprire perché si è trovato il locale giusto!

La crisi economica ha moltiplicato le occasioni. Se provi a fare un giro del tuo quartiere o nella tua città, troverai tantissimi locali sfitti. Questo è il periodo migliore per trovare tante occasioni, basta attendere e cercare un po’. Se sai trattare potrai approfittare per richiedere sconti sull’affitto.

Alcune dritte:

Ti suggerisco di effettuare una trattativa più lunga possibile, inizia con alcuni mesi di anticipo per ottenere condizioni ancora più vantaggiose.

Un esempio? Ottenere che il proprietario dell’immobile si faccia carico di una parte delle spese di ristrutturazione!

Una trattativa breve e frettolosa cancellerebbe queste opportunità.

Un vantaggio lungo 6 anni!

Ricorda che tutto quello che riuscirai a risparmiare sull’affitto ti produrrà un “guadagno” per i successivi 6 anni, ossia per tutta la durata del contratto di affitto di un’attività commerciale. Considerando che 6 anni sono composti da 72 mesi, riuscire a spuntare 100 euro di sconto sull’affitto mensile equivale ad avere risparmiato 7.200 euro in 6 anni (72 x 100)!

 

La marcia in più per il successo:

Oltre a questi 3 aspetti c’è un QUARTO FATTORE che dovresti considerare:

L’inesperienza di entrambi i soci e l’ostinarsi a non voler frequentare nemmeno i corsi di base di cucina professionale, mettono a rischio le reali capacità di produrre reddito di questa nuova impresa.

“Darsi una picconata sui piedi  parte 1”:

La commissione valutatrice dovrà decidere se erogare il contributo agevolato  a due soci inesperti. I soci però  dovrebbero evitare di improvvisarsi cuochi o pasticceri o pizzaioli, non è proprio quello che si dice “fare una buona impressione a chi ti deve finanziare”.

 

“Darsi una picconata sui piedi  parte 2”:

L’inesperienza avrà conseguenze negative sul futuro dell’attività! Le probabilità di sbagliare lievitazione oppure l’impasto, oppure i condimenti, sono alte. E’ la via più diretta per ottenere un passaparola negativo da parte dei clienti insoddisfatti. Un cliente che parla male della tua attività ne influenza almeno altri 7 che non metteranno piede nel tuo locale. Con zero competenze si auto-sabota la buona riuscita del progetto.

Consigli preziosi:

Quindi, prima ancora di inoltrare la domanda di finanziamento a fondo perduto, se vuoi aprire un’attività che ti piace, cerca di trovare almeno un socio che abbia un minimo di esperienza nel settore.
In alternativa è sufficiente che tu frequenti un corso di formazione professionale, con il quale potrai iniziare la nuova attività con molta più tranquillità e senza l’ansia di commettere sbagli.

Il primo passo da fare è capire quali sono i beni agevolabili, scarica la guida gratuita da qui:

https://www.contributiregione.it/impresa_nuova.php

In questo link sopra esposto ti farò alcune domande, scrivi più informazioni possibili nelle risposte. Aggiungi nelle note se ti serve avere anche qualche indirizzo di scuole che fanno corsi di formazioni per pizzerie o simili, abbiamo una lista di quelle più conosciute, che rilasciano ottimi attestati e in cui puoi risparmiare.

Complimenti per l’impegno ad entrare nel club degli imprenditori, una scelta coraggiosa ma saggia. Moltissimi miei amici che avevano un posto sicuro come dipendente in aziende medio-grandi e con marchi famosi sono già in mobilità o in cassa integrazione. La cosa migliore è puntare su se stessi, migliorare le proprie conoscenze di base, specializzarsi in mercati di nicchia e mettersi in proprio per non far dipendere il proprio destino dagli altri.

Se stai leggendo queste righe significa che il primo passo nella giusta direzione lo hai già fatto: cercare i finanziamenti a fondo perduto, capire come mettersi in proprio cercando di evitare trappole ed errori.

La tenacia è la prima virtù dell’imprenditore.

Fabio Centurioni




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